Urban Food Policies come nuovo spazio di cooperazione internazionale? Ne abbiamo parlato a Torino

Il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale insieme all’Università degli Studi di Torino ha organizzato giovedì 15 dicembre 2016 il seminario di riflessione “Urban Food Policies: research and cooper-action between North and South”.

Organizzato in due sessioni, nella prima è stato esplorato il ruolo delle organizzazioni internazionali (FAO, WFP, CIHEAM, Slow Food) mentre nella seconda sono state descritte le esperienze delle città (Milano e Torino), a queste sono seguiti degli interventi programmati dal mondo delle realtà territoriali e della cooperazione internazionale.jimi-5

Il seminario è stato coordinato dal prof. Egidio Dansero (Geografo e Delegato del Rettore per la Cooperazione Internazionale) che ha aperto i lavori richiamando alla possibilità per le politiche urbane del cibo di creare un nuovo spazio per la cooperazione allo sviluppo. Questa opportunità sta emergendo con sempre maggior forza dalla spinta propulsiva di esperienze di convergenza internazionale come il Milan Urban Food Policy Pact, una delle più grandi eredità di Expo2015 e firmato da 135 città in tutto il mondo. Parlare di politiche urbane del cibo significa collegare e stimolare una visione sistemica della pluralità di azioni e progettualità, verso un orizzonte maggiormente sostenibile. Il seminario rappresenta dunque l’occasione per conoscere le esperienze sviluppate nelle città di Torino, Milano ed una panoramica di casi internazionali; nonchè al ruolo che potrebbero assumere le organizzazioni internazionali nel favorire la nascita di questo nuovo spazio di cooperazione.

Con queste premesse il rettore dell’Università di Torino Gianmaria Ajani ha richiamato al ruolo delle università, attive nell’allestire processi di trasmissione del sapere che restituiscano gli esiti della ricerca.

Il presidente della Commissione Ambiente del Comune di Torino, Federico Mensio, salutando l’iniziativa, ha richiamato le linee programmatiche dell’amministrazione che prevedono di agire sul patrimonio alimentare come leva di sviluppo. Ha inoltre sollecitato il tema della governance ed al ruolo della Torino Food Commission, con la quale la città ha avviato un percorso di coordinamento, definizione, incubazione, facilitazione e promozione di una serie di proposte, politiche ed azioni per garantire l’accesso al cibo di qualità.

Il seminario è entrato nel vivo con l’intervento di Stefano Ligrone, diplomatico del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (Direzione Generale Cooperazione allo Sviluppo, DGCS-MAECI), richiamando alla necessità di politiche urbane per integrare le attività sviluppate tra le città ed i territori, estendendo l’azione di tali politiche dalla filiera agricola all’intero sistema alimentare; trasformando le città in laboratori politici e sociali. In questo quadro il Ministero degli Esteri agisce insieme alla nuova Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo e con la Cassa Depositi e Prestiti attraverso iniziative congiunte, che potrebbero sostenere alleanze con gli Enti Locali, le università ed i centri di ricerca nell’ambito della Cooperazione Decentrata.

Le tre organizzazioni internazionali presenti sono state introdotte dalla FAO con Thierry Giordano, esperto di cooperazione decentrata, che ha mostrato il quadro delle dinamiche in campo nei processi di rapida urbanizzazione delle città africane nella relazione tra città e territori (rural-urban linkage), con effetti sull’occupazione, sulla sicurezza alimentare e sulle migrazioni. Ha inoltre presentato il meccanismo di cooperazione “City to City” tra le città del sud per lo scambio di buone pratiche e supporto all’implementazione delle politiche urbane del cibo. Attualmente la FAO è impegnata nella creazione di un catalogo di buone pratiche di politiche alimentari urbane, per poterle mettere a valore all’interno del meccanismo di cooperazione decentrata.
E’ seguita la presentazione di tre progetti della Food for Cities Initiative, sempre della FAO, grazie al contributo di Michela Carucci che ha descritto la metodologia “City Region Food System” che la FAO sta sperimentando con la fondazione RUAF in 9 città in tutto il mondo (Lusaka, Colombo, Utrecht, Dakar, Toronto, Medellin, Quito) per analizzare i sistemi alimentari e definire politiche urbane adeguate.

Jimi Richardson, programme policy officier del World Food Programme ha presentato l’approccio di intervento umanitario del WFP e l’esperienza nel costruire capacità tecniche in grado di contrastare le crisi alimentari umanitarie. In un mondo sempre più urbanizzato anche il WFP sta agendo sullo spazio urbano a causa degli shock economici, dei disastri naturali, delle migrazioni e dei conflitti. Una possibile risposta dovrebbe poter contare sulla resilienza delle costruzioni urbane, progettate per rispondere agli shock delle emergenze, il sostegno alle produzioni locali, le risposte provenienti dal mercato includendo il settore privato e l’utilizzo delle nuove tecnologie per la mappatura delle crisi.

A seguire Ludovico Roccatello di Slow Food International ha descritto il ruolo dell’organizzazione a supporto dei processi esistenti per la difesa e valorizzazione delle culture alimentari locali. Su queste basi ha richiamato alla necessità di buone politiche per il buon governo delle città, che sappiano agire per la coesione tra le aree urbane e quelle rurali, includendo il tema della perdita della produttività agricola nei processi delle politiche alimentari urbane.

L’ultimo intervento nella sessione delle organizzazioni è spettato a Jenny Calabrese, ricercatrice del CIHEAM di Bari, un’organizzazione intergovernativa cui aderiscono 13 paesi affacciati sul mediterraneo per la ricerca in campo agroalimentare, maggiormente indirizzato alla ricerca in ambito territoriale.

Nella seconda parte del seminario si è passati alle esperienze delle città con Cinzia Tegoni, project manager “Food Smart Cities for Development” del Comune di Milano, che ha presentato l’esperienza del Milan Urban Food Policy Pact e delle prospettive ad un anno dalla sottoscrizione dell’accordo. Nell’ambito dei nuovi spazi di cooperazione sono stati presentati gli esiti del Forum di Dakar con il quale è stata avviata una piattaforma tra sette città dell’Africa francofona. In conclusione è stato descritto il ruolo dei network attivati dal patto come le reti di C40, Eurocities, Rete Città Sane che già rappresentano una piattaforma strutturata di politiche urbane per le città che vi aderiscono.

A seguire Andrea Magarini, esperto di politiche alimentari urbane del centro di ricerca EStà, ha presentato la metodologia di definizione del sistema alimentare di Milano realizzata da EStà nell’ambito del supporto tecnico e scientifico all’amministrazione milanese per la definizione della Food Policy. Successivamente ha rappresentato una panoramica delle esperienze  di urban food policies da tutto il mondo, facendo emergere i cluster geografici omogenei con le loro peculiarità tematiche. Un focus è stato dedicato alla diffusione degli strumenti di governance mediante i consigli del cibo (food council), da ultimo sono stati presentati i temi di interesse per il continente africano e di come il tema alimentare venga declinato in alcune città dell’Africa subsahariana.

Egidio Dansero, moderatore del seminario e docente di geografia dell’Università degli Studi di Torino, ha presentato l’esperienza sviluppata per l’analisi del sistema alimentare e dell’Atlante del Cibo di Torino, partendo dalle esperienze già avviate dalla città e ben raccolte all’interno di un catalogo di buone pratiche sviluppate da più attori urbani. L’atlante verrà realizzato nel 2017 e rappresenterà le varie componenti del sistema alimentare torinese, le dimensioni del cibo coinvolte e gli obiettivi di una politica alimentare, fornendo nuove conoscenze e supportando l’amministrazione di torino per la creazione ed implementazione della propria politica urbana.

Su queste basi l’intervento di Maria Bottiglieri, responsabile cooperazione internazionale del Comune di Torino ha presentato il processo di aggiornamento dello statuto comunale per l’inclusione del diritto al cibo nei principi fondamentali. Questa revisione ha incluso tutte le zone di decentramento della municipalità, rappresentando una cornice entro la quale far convergere le iniziative della politica alimentare torinese.

Dal seminario è emerso un grande quadro di convergenza tra attori, soggetti, istituzioni, centri di ricerca che potrebbe ben consolidarsi verso la creazione di uno spazio di cooperazione, in grado di fornire nuovi contenuti alla proiezione internazionale delle realtà già attive nella cooperazione allo sviluppo.
Uno spazio di cooperazione decentrata e multilaterale nel quale le politiche alimentari del cibo possano consentire di agire sulle grandi sfide della sostenibilità, supportando in primis le città firmatarie del Milan Urban Food Policy Pact e favorendo la sua adesione anche da parte di altre città.

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