def Carta Megacities Città Emergenti - Copia

Dal 2007 la popolazione urbana del mondo ha superato numericamente quella che vive in contesti rurali: si tratta di una soglia che ha un valore simbolico perché richiama l’attenzione su processi di urbanizzazione che, sia pure con forme e dinamiche differenti nelle diverse aree geografiche, sono in accelerazione sempre più rapida. Al di là di questo aspetto simbolico, che in anni recenti sta stimolando nuove attenzioni e dibattiti, questi processi rappresentano solo l’ultima fase di un processo di lunga durata che caratterizza tutta la modernità. È la stessa idea di modernità, infatti, che è “urbana”, perché si basa su una cultura che tende a trasformare le società e i metodi di produzione “non urbane” in modo che possano essere funzionali alle città. O, meglio, funzionali all’organizzazione urbana del mondo.

L’organizzazione urbana del mondo si fonda su una dilatazione dei sistemi urbani che è culturale e simbolica prima ancora che fisica e che investe tutti gli aspetti delle società e delle economie, così come le loro relazioni con i diversi contesti ambientali.

Questa situazione incide su molti equilibri su cui si è strutturato il modello di sviluppo che caratterizza sia l’Occidente sia
le nazioni che sono maggiormente influenzate da esso. Il destino delle nazioni si gioca in misura significativa sulla capacità di governare gli equilibri sociali, economici ed ecosistemici dei territori urbani.

La città è un ecosistema che, per sua natura, dipende da altri territori sia per acquisire ciò di cui ha bisogno (energia, acqua, suolo, cibo ecc.), sia per smaltire ciò che non ha completamente metabolizzato (rifiuti, scarti, emissioni ecc.). Più aumenta questa dipendenza della città da contesti che sono esterni a essa e più è difficile governarne gli equilibri, e questa dinamica si fa tanto più complessa quanto più aumenta la distanza fisica tra questi contesti e la città, o quanto più lo stesso organismo urbano è articolato e complesso.

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